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Sopravvivere all’AI:
contromisure per non essere sostituibile.
Sono anni che cerco di rendere il mio lavoro meno sostituibile e farne riconoscere il valore ai clienti. L’AI apre possibilità enormi: con strumenti come Claude e gli agenti AI possiamo produrre di più, integrare competenze e gestire attività che prima richiedevano un team. Un freelance può diventare una piccola agenzia e una piccola agenzia può competere con una grande. Gli stessi strumenti, però, sono a disposizione dei clienti. Per anni abbiamo discusso della concorrenza di chi sviluppava software dall’altra parte del mondo a tariffe più basse. La lingua e la facilità di comunicare hanno creato una barriera dietro cui ci siamo protetti. Ora ci confrontiamo anche con strumenti che scrivono pagine di codice, sviluppano siti, creano immagini fotorealistiche, generano video senza girare mezza scena, producono canzoni mai suonate e rispondono in italiano senza chiederci di ripetere la domanda in inglese.

Poi c’è il paradosso: più insegniamo all’AI a lavorare con noi e per noi, più rendiamo replicabili le attività per cui ci pagano. Per questo cerco di spostare il mio contributo verso la consulenza strategica: aiutare il cliente a capire cosa serve, scegliere come realizzarlo e valutare il risultato.
In questa sezione trovi articoli su produttività e privacy, LLM e agenti, competenze e valore professionale. Anche sul confronto tra modelli chiusi e open-weight: quali un freelance dovrebbe usare, quali abbandonare e come scegliere in base a costi, controllo sui dati e dipendenza dai fornitori.
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