Diventa un Nomade Digitale nel 2020: come iniziare da zero?

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Da quando ho effettivamente iniziato il mio percorso da nomade digitale in molti mi hanno chiesto, “come si diventa un nomade digitale?”, “Da dove hai iniziato e come ti sei strutturato per riuscire a viaggiare dove e quando vuoi, pur lavorando?”

Il mio viaggio non è iniziato il giorno in cui ho preso il primo volo, ma molti mesi prima, circa 8 mesi prima per l’esattezza.

Da quando ho deciso di realizzare il mio sogno che maturavo e tenevo nel cassetto fin dal primo giorno di lavoro da sviluppatore software, ho iniziato a capire come riuscire a strutturare al meglio questo nuovo stile di vita, se effettivamente fosse stata la scelta giusta da fare, capirne i rischi, le conseguenze, dal creare la Partita IVA per poter lavorare da libero professionista al trovare luoghi più adatti dove poter lavorare con una connessione internet sempre efficiente.

Quello di cui avevo bisogno erano:

  1. Certezze
  2. Piano B
  3. Partita IVA
  4. Clienti

1. Certezze

Ok, hai deciso di mollare tutto, prendere e partire alla scoperta del mondo facendo il lavoro che fino ad oggi hai svolto, ma sei proprio sicuro di farlo?

Lasceresti un lavoro fisso, un caldo ufficio, stipendio assicurato, ferie pagate, tredicesima, quattordicesima, tfr per mollare tutto e fare la follia che probabilmente cambierà la tua vita o comunque interromperà quello che fino ad oggi sei riuscito a costruire?

La prima cosa che ho fatto è consultarmi con altre persone che già fanno questo tipo di vita.

E’ molto importante iscriversi a gruppi chiusi su Facebook che parlano e raggruppano Nomadi Digitali.

Devi fare più domande possibili, chi fa questa vita da 10 anni è un valore prezioso per te e per la tua scelta. Personalmente ho parlato con un videomaker e fotografo in giro per il mondo da oltre 10 anni e con un’altra persona in skype call direttamente dalla Thailandia.

I gruppi ti aiutano a capire cosa gli altri chiedono, i bisogni dei Nomadi Digitali, riuscirai a schiarirti i tuoi eventuali dubbi su tassazioni, destinazioni, strumenti e utilities.

Una cosa che caratterizza i nomadi digitali è la condivisione di informazione, la formazione reciproca in cambio di tempo e non di denaro.

2. Piano B

Ti sei schiarito ogni tuo dubbio, sei pronto per lasciare tutto e partire… e se poi va male? Devi cercare di pianificare il più possibile, avere le spalle coperte e prevedere anche il peggio.

Il mio consiglio è, come ho fatto io:

  • Preparati un cuscinetto economico, metti da parte soldi per qualche mese, meglio ancora se hai a disposizione il trattamento di fine rapporto per la tua futura ex-azienda.
  • Organizza i tuoi viaggi in base ad un budget mensile che sei disposto a spendere.
  • Calcola quanto potresti andare avanti senza lavorare con i soldi che avresti da parte e valuta la tua zona di rischio. Quanto puoi non lavorare con quei soldi ed eventualmente senza lavoro, dedicarti a cercare nuovi clienti e progetti?

3. Partita IVA

Adesso hai valutato ogni possibile rischio (o quasi) prima di partire, sei pronto e hai già iniziato a mettere i soldi da parte per partire, devi aprire una Partita IVA per diventare a tutti gli effetti un libero professionista, pagando (ahimè), un sacco di tasse in Italia (per ora).

Un costo che di solito non viene mai valutato è quello del commercialista, se non avete un amico commercialista oppure “vostro cuggino” che vi prepara gli F24 per essere in regola con il fisco italiano, solitamente ha una spesa che si aggira intorno ai 1200€ / anno.

Fortunatamente sul webbe, ho scoperto che anche per questo problema vale la regola “There’s an app for that”.

Ebbene sì, possiamo aprire la nostra Partita IVA gratuitamente ed utilizzare un’app che si sostituirà al vostro commercialista, spendendo praticamente circa il 65/70% in meno.

Ce ne sono più di una e personalmente mi sono trovato molto bene con Fiscozen, al costo di 300€ + IVA all’anno avrete dei consulenti professionisti che vi aiuteranno per ogni vostro bisogno legato all’ambito fiscale, vi creeranno la vostra partita iva e forniranno il servizio per poter iniziare a creare le vostre fatture online.

Una parte molto importante di questo servizio è la previsione delle vostre scadenze e spese con il breakdown delle varie tasse inps, ecc, ecc.

4. Clienti

Bravo Christian, bella vita che fai viaggiando sempre… ma, quando lavori? Dove trovi i clienti? Li conoscevi già prima?

Un aspetto fondamentale per chi fa il lavoro di libero professionista è creare network.

Conoscere persone, condividere idee, scambiare contatti.

Personalmente negli anni in cui ho lavorato da dipendente (cioè sempre), nel tempo libero (se così si puo’ chiamare) effettuavo lavori come freelance. Questo mi ha permesso di coltivare una cerchia di persone fidelizzate che si affidano sempre a me per poter eseguire lavori di manutenzione o sviluppare nuovi progetti. L’essere onesto, l’essere sempre disponibile e lavorare in modo efficiente ti permette di accrescere questa fidelizzazione, che porterà poi i tuoi clienti a parlare di te ad altri, creando un passaparola, che a sua volta crea un passaparola, che a sua volta crea un’altro passaparola.

Riesci così a lavorare per un cliente, che ti farà conoscere un suo amico che diventerà tuo cliente, che ti farà conoscere a sua volta un fornitore che diventerà anche lui un tuo cliente.

Per creare questo tipo di rete ci vuole tempo, anni secondo me, per iniziare però, ci sono tantissimi portali che ti permettono di trovare dei clienti per realizzare dei lavori come freelance.

Premetto che i più famosi sono ormai saturi come Twago e Freelancer, il mio consiglio è iscriversi a siti più di nicchia dove è possibile ancora trovare del lavoro da fare, come per esempio Coderblock (tra l’altro made in Italy).

Conclusione

Il mondo dei nomadi digitali è purtroppo, in Italia, ancora molto di nicchia e sconosciuto. Il trend in generale nel mondo, anche con l’avvento dello smart-working, è in aumento.

Spero con questi consigli sulla base delle mie esperienze e delle esperienze di altri che sono riuscito a raccogliere nel corso di mesi siano di aiuto ad altre persone che sono intenzionate a vivere da nomade digitale, o provare a diventarlo.

L’importante secondo me è ricordarsi, che se tutto andrà male, se questa vita non farà per voi, se non riuscirete a trovare lavoro come freelance, che avrete sempre un nido chiamato casa che vi accoglierà di nuovo a braccia aperte e che il lavoro (soprattutto nel digital) nel calduccio dell’ufficio si puo’ sempre ritrovare, quindi… osate e partite!

Se avete consigli, suggerimenti e domande da fare non esitate a scrivermi, vi risponderò sempre nel più breve tempo possibile.


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